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Il Nostro Cartellone Culturale

Lunedì 28 maggio 2018, ore 15.00 Caffè Letterari - II serie 2018

RESTO QUI

Martedì 29 maggio 2018, ore 21.00 Martedì Sera - II serie 2018

DIALOGO SULL'IMMIGRAZIONE. TRA FALSI E SCOMODE VERITA'

Mercoledì 30 maggio 2018, ore 10.00 Appuntamenti del mercoledì mattina - II serie 2018

SAPORI, ERBE E AROMI: ECCELLENZE DEL PIEMONTE

Lunedì 4 giugno 2018, ore 15.00 Caffè Letterari - II serie 2018

IL CORPO

Martedì 5 giugno 2018, ore 21.00 Martedì Sera - II serie 2018

HOMO PREMIUM. COME LA TECNOLOGIA CI DIVIDE

Mercoledì 6 giugno 2018, ore 10.00 Appuntamenti del mercoledì mattina - II serie 2018

LE INSIDIE NELLE CARENZE VITAMINICHE: CAUSE, RIPERCUSSIONI E RIMEDI NELL'ADULTO

Martedì 12 giugno 2018, ore 21.00 Martedì Sera - II serie 2018

DA "LA SMORFIA" A TORINO

Mercoledì 13 giugno 2018, ore 10.00 Appuntamenti del mercoledì mattina - II serie 2018

GRAND'ITALIA. PROFILI DI ITALIANI ILLUSTRI DEL '900

Lunedì 21 maggio 2018, ore 15.00

FIUME. L'AVVENTURA CHE CAMBIO' L'ITALIA

Caffè Letterari - II serie 2018 

Pier Luigi Vercesi - insieme ad Alberto Sinigaglia, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte ed Umberto La Rocca, direttore della redazione torinese del Corriere della Sera,  presenterà  “Fiume. L’avventura che cambiò l’Italia”, edito da Neri Pozza. Il 12 settembre 1919 Gabriele d’Annunzio e un migliaio di uomini occupano il porto adriatico di Fiume. In pochi giorni il suo esercito di “disertori” si moltiplica. E' una sfida al mondo intero: alle potenze alleate che non vogliono riconoscere l’italianità della Dalmazia e al governo italiano che non si sa imporre al tavolo della pace di Versailles. L’occupazione dura quasi sedici mesi e Fiume diventa un laboratorio rivoluzionario politico, sociale, economico ma anche letterario e teatrale. D’Annunzio governa con un’invenzione al giorno e affinando le sue doti di seduttore e addomesticatore di folle. Fiume diventa la “città di vita”, dove tutto è concesso e vissuto fino in fondo: le donne votano, l’omosessualità è tollerata, si può divorziare, l’esercito si democratizza e una Costituzione, La Carta del Carnaro, elaborata dal rivoluzionario Alceste De Ambris e scritta da d’Annunzio, sovverte le regole borghesi e monarchiche. A Fiume convivono due anime, quella rivoluzionaria di sinistra e quella nazionalista di destra. Mussolini, che ha fondato i fasci di combattimento, sostiene l’impresa a distanza e, soprattutto, cerca di tenerla sotto controllo, individuando in d’Annunzio il suo principale concorrente. L’avventura si conclude con le giornate di sangue del Natale 1920, quando il governo italiano, dopo aver firmato un accordo con la Jugoslavia, ordina al generale Caviglia di bombardare dal mare il Palazzo del governo di Fiume. Di lì a poco, il fascismo riproporrà i cerimoniali inventati da d’Annunzio per conquistare le folle e si riterrà il continuatore di quell’esperienza; in realtà, l’anima più autentica del fiumanesimo non aderì al fascismo e, anzi, si schierò dall’altra parte.

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